In Abruzzo...
- Licia Bologna
- 14 ago
- Tempo di lettura: 2 min

Un tour in Abruzzo significa perdersi nella natura sorprendente dei parchi nazionali, tra vette maestose e generose vallate, fino ad arrivare al blu e all’azzurro del litorale. L’Abruzzo è una terra selvaggia e generosa sospesa fra mare e montagne. La natura è straordinaria come la cultura delle sue città e le lucenti acque del Mar Adriatico. Un viaggio che rimarrà nel cuore per la bellezza dei luoghi, ma anche per i sapori e non dimentichiamo i profumi della sua cucina!
L’Abruzzo, fuori dai circuiti tradizionali del turismo di massa, si estende orgoglioso tra l’Adriatico e gli Appennini: dalla costa all’entroterra è possibile visitare parchi nazionali, imponenti vette, città medievali, borghi, spiagge, castelli e assaggiare la cucina tipica. Non è un caso se CNN l’ha definito la destinazione più “hot” in Italia; ancora inedita e poco popolare, ha uno spirito puro da decifrare e scoprire
Il suo capoluogo, L’Aquila, seppur ferito è tornato a nuova vita e ancora trasuda cultura e bellezza nei suoi monumenti più importanti. Da qui partono le escursioni verso l’entroterra, costituito per la gran parte da parchi nazionali e riserve naturali, tra cui i due cuori pulsanti della regione, il Gran Sasso e la Majella: qui la natura è selvaggia e incontaminata e sorprende per la sua estrema bellezza e per il suo silenzio.
Tramonti sul mare. La costa dei trabocchi, frastagliata in calette di sabbia e sassi, prende il nome dalle tradizionali macchine da pesca diventate tutt’uno con i loro pontili che da sempre ispirano racconti e leggende, come giganti a custodia di questo magnifico litorale. Stagliati sull’azzurro del Mare Adriatico, sanno suscitare grandi emozioni e interpretazioni fantasiose e personali, soprattutto quando il tramonto colora di magia le acque.
Un patrimonio incontaminato. L’Abruzzo è una regione che sa conservare: non ci è difficile crederlo scoprendo il suo straordinario paesaggio naturale, percorrendo le sue antiche e signorili città e i borghi millenari. L’impressione è che la regione abbia saputo mantenere molte delle sue caratteristiche originarie e che l’uomo abbia imparato a coabitare da tempo immemore con un ambiente incontaminato, in un reciproco e rispettoso equilibrio.

